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Plume Magazine

Belleke Gioielli, articolo su Plume Magazine, anelli

Superfici inclinate, volumi non uniformi e pietre che interrompono la geometria invece di assecondarla. Con Sfaccettato, Belleke Gioielli rilegge la forma più archetipica della gioielleria, l’anello, attraverso una lavorazione artigianale che lascia volutamente visibili materia, gesto e imperfezione.

La forma dell’anello sembra concedere poco spazio alla sorpresa. Una circonferenza, un metallo, eventualmente una pietra. Eppure è proprio intervenendo su questa geometria elementare che Belleke Gioielli costruisce Sfaccettato, una serie di anelli che abbandona la regolarità del cerchio per lavorare su spessori, inclinazioni e variazioni di superficie.

La sfaccettatura, qui, non viene aggiunta come decorazione. Determina la struttura stessa del gioiello: il volume cambia lungo la circonferenza e con lui cambia il modo in cui il metallo reagisce alla luce e viene percepito mentre la mano si muove.

Un principio semplice, ma decisivo: la forma non deve necessariamente essere perfetta per essere precisa.

Belleke Gioielli, articolo su Plume Magazine, anelli

La materia resta visibile

Sfaccettato appartiene a quella gioielleria contemporanea che non cerca di cancellare completamente le tracce della lavorazione.

Gli anelli vengono realizzati artigianalmente attraverso la tecnica della cera persa e proposti in argento, bronzo giallo e bronzo rosso. La natura del processo fa sì che ogni esemplare presenti leggere differenze di superficie e proporzione, considerate parte integrante dell’identità del pezzo e non qualcosa da correggere.

È un approccio che racconta bene il lavoro di Isabelle Gandini, fondatrice di Belleke, designer, artigiana e gemmologa formatasi alla Scuola Orafa Ambrosiana. Nel suo percorso, conoscenza della pietra e pratica orafa procedono insieme, con una particolare attenzione alla lavorazione manuale e alle caratteristiche intrinseche dei materiali.

L’artigianalità, quindi, non viene utilizzata come richiamo nostalgico al passato. Diventa parte del progetto contemporaneo.

Le pietre cambiano ritmo

Sulla superficie irregolare del metallo compaiono rubini sintetici Verneuil, zaffiri blu sintetici Verneuil e zirconia cubica. Ma anche in questo caso Belleke evita una costruzione troppo prevedibile.

Le pietre vengono distribuite secondo un ritmo libero, lontano dalla simmetria più tradizionale, e funzionano come accenti di colore e luminosità. Non dominano l’anello: entrano nella sua architettura e interrompono la continuità della superficie metallica.

È proprio questo equilibrio tra pieno e luce, regolarità e deviazione, a dare carattere alla collezione.

E introduce anche una lettura meno convenzionale della pietra, che non ha necessariamente bisogno di occupare il centro della scena per definire un gioiello.

Belleke Gioielli, articolo su Plume Magazine, anelli

Uno, oppure molti

Sfaccettato nasce come anello autonomo, ma trova nello stacking una seconda possibilità progettuale.

Sovrapponendo più elementi, le differenti tonalità dei metalli, le pietre e le superfici inclinate costruiscono una composizione nuova. Non esiste una sequenza prestabilita: ogni anello mantiene la propria identità e contemporaneamente modifica quella degli altri.

È forse qui che il progetto di Belleke mostra con maggiore chiarezza la propria contemporaneità. Il gioiello non viene pensato come una composizione definitivamente risolta, ma come un oggetto che può cambiare attraverso il modo in cui viene indossato.

Sfaccettato non cerca la perfezione geometrica e neppure l’uniformità della produzione seriale. Preferisce conservare le piccole variazioni della materia, lasciare spazio al gesto artigianale e trasformare l’irregolarità in una scelta precisa di design.

Perché è proprio quando il cerchio smette di essere perfetto che diventa più interessante.