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Plume Magazine

Nick Cerioni, Stylist Session, Fidenza Village, articolo su Plume Magazine

Per la prima edizione italiana delle Styling Sessions, lo stylist Nick Cerioni traduce il suo lavoro tra musica, moda e performance in sei look per l’autunno/inverno 2026/27. Ma il messaggio più interessante è un altro: vestirsi bene non significa seguire una formula, bensì costruire un’immagine che abbia qualcosa da dire.

Per anni la moda ha raccontato le stagioni attraverso parole d’ordine abbastanza semplici: il colore giusto, la silhouette da inseguire, il capo destinato a diventare inevitabile. Oggi quel meccanismo sembra molto meno convincente. I trend esistono ancora, naturalmente, ma funzionano soprattutto quando smettono di essere regole e diventano materiale da interpretare.

Nick Cerioni parte proprio da qui. Stylist e Creative Director che da vent’anni lavora tra musica, immagine e cultura pop, arriva a Fidenza Village per firmare la prima edizione italiana delle Styling Sessions, il format che affida a una personalità della moda il compito di leggere la stagione attraverso il proprio sguardo. Per l’autunno/inverno 2026/27, Cerioni costruisce sei look e altrettante direzioni stilistiche, ma senza trasformarle in un prontuario da seguire.

La sua idea, del resto, è chiara già in partenza: «Credo che i trend nascano ancora dalla strada, fisica o digitale che sia».

Nick Cerioni, Stylist Session, Fidenza Village, articolo su Plume Magazine

Quando lo styling conta più del singolo capo

Nel lavoro di Cerioni, il punto non è mai soltanto cosa indossare, ma come mettere insieme le cose.

Una maglia a righe colorate con jeans a vita bassa e tacchi scultura può convivere con un completo pantalone portato con giacca monopetto direttamente sulla pelle e maxi-occhiali color cammello. Sono combinazioni costruite per contrasto, dove la forza arriva più dall’insieme che dal singolo pezzo.

È qui che il celebrity styling smette di sembrare un esercizio riservato ai red carpet. Il metodo resta lo stesso: scegliere un elemento forte, lavorare sulle proporzioni, capire dove fermarsi e lasciare che il look mantenga una certa tensione.

Jeans ben tagliati, maxi-borse, scarpe dal tacco architettonico: Cerioni parte da elementi riconoscibili, ma li usa come strumenti, non come formule.

Nick Cerioni, Stylist Session, Fidenza Village, articolo su Plume Magazine

Sei direzioni, nessuna uniforme

Per la stagione Cerioni individua sei aree: The New Power Dressing, Outerwear Statements, Accessories Mania, Colour Direction, Denim Attitude e Knitwear Revival.

L’elenco, però, interessa fino a un certo punto. La parte più riuscita è il modo in cui queste categorie vengono attraversate senza rigidità.

Il power dressing non significa necessariamente tailleur severo. Il denim non è un ritorno nostalgico agli anni Duemila. Gli accessori non sono semplici aggiunte finali. Tutto dipende da come i pezzi vengono messi in relazione tra loro.

Cerioni lavora proprio su questa libertà, passando dal rigore sartoriale di Ermanno Scervino alla teatralità di Givenchy e Vivienne Westwood, dall’essenzialità di Jil Sander e Marni fino alla quotidianità di Jacob Cohen e alle scarpe di Jimmy Choo.

Il risultato non è un guardaroba coerente in senso classico, ma un insieme di possibilità.

Nick Cerioni, Stylist Session, Fidenza Village, articolo su Plume Magazine

Il trend, da solo, serve a poco

Cerioni ha sempre mostrato una certa diffidenza verso l’idea del trend come prescrizione. Un colore non diventa interessante perché improvvisamente appare ovunque, così come un capo non acquista senso soltanto perché viene dichiarato “must-have”.

Conta molto di più la capacità di renderlo personale.

È una distinzione importante, soprattutto in un momento in cui la moda corre velocissima tra passerelle, social e micro-tendenze che nascono e scompaiono nel giro di poche settimane. In questo scenario, lo styling torna ad avere un ruolo centrale: selezionare, togliere, mescolare, cambiare contesto.

Non serve inseguire tutto. Serve capire cosa funziona per sé.

Nick Cerioni, Stylist Session, Fidenza Village, articolo su Plume Magazine

Dalla star al guardaroba reale

Forse il passaggio più interessante delle Styling Sessions è proprio questo: portare un metodo nato intorno all’immagine pubblica degli artisti dentro un guardaroba quotidiano.

Nel lavoro con una celebrity, ogni scelta contribuisce a costruire un’identità. Su scala diversa, vale anche fuori dal palco.

Un cappotto importante, una borsa fuori proporzione, un denim preciso, una scarpa capace di cambiare l’intero look: spesso basta un elemento ben scelto per spostare la percezione di tutto il resto.

Ed è qui che il lavoro di Cerioni diventa importante anche lontano dalla musica e dal red carpet. Non perché insegni quali capi comprare, ma perché ricorda una cosa molto più interessante: lo stile comincia quando il trend smette di essere un’istruzione.