La stagione 2026 segna il ritorno del Principe Cerami, il ristorante stellato del San Domenico Palace Taormina, a Four Seasons Hotel, che riapre le sue porte con una proposta gastronomica rinnovata guidata dallo chef Massimo Mantarro.
Nel cuore di uno degli hotel più iconici del Mediterraneo, il Principe Cerami inaugura una nuova fase del suo percorso culinario con una cucina che guarda alla tradizione dell’isola e alla stagionalità degli ingredienti come elementi centrali della sua identità.
Il ristorante accoglie gli ospiti negli spazi più raccolti dell’antico convento domenicano che oggi ospita il San Domenico Palace. La sala, intima ed elegante, è pensata per valorizzare il dialogo tra cucina e servizio con un numero limitato di coperti, circa 24–28 per sera, e un’esperienza gastronomica costruita con grande attenzione al dettaglio.

Tradizione contadina e ingredienti di stagione
Per la nuova stagione del Principe Cerami, Massimo Mantarro parte da uno dei pilastri della tradizione gastronomica siciliana: la cucina contadina.
Verdure, legumi ed erbe aromatiche diventano il punto di partenza di molti piatti del menu, accanto alle proteine che dialogano con il mondo vegetale senza mai dominarlo. Una scelta che riflette il carattere della cucina dell’isola, profondamente legata alla terra e al ritmo delle stagioni.
«Il Principe Cerami racconta la Sicilia più autentica», spiega lo chef. «Il vegetale fa parte della nostra storia gastronomica e della cultura della tavola quotidiana. È un punto di partenza naturale per una cucina che guarda al futuro restando legata al territorio.»
Questa filosofia emerge già negli antipasti: la Capasanta con topinambur, tartufo nero e caffè, la Quaglia con cavolo rosso, verza e arachidi e il Cavolfiore bianco con nocciole, soia e agrumi, piatto completamente vegetale.

Tradizione siciliana e interpretazioni contemporanee
Il menu del Principe Cerami alterna piatti legati alla memoria gastronomica dell’isola e nuove interpretazioni della cucina mediterranea.
Tra i classici figurano la Pasta alla Norma e la Pasta con le sarde fuite, preparata con finocchietto selvatico, pinoli e zafferano. Accanto a queste ricette compaiono proposte più contemporanee come il Risotto con mandorle e ortaggi di primavera.

Il menu segue una logica stagionale molto dinamica: durante l’anno può cambiare più volte, adattandosi alla disponibilità degli ingredienti e alla produzione locale.
Gli ospiti possono scegliere un percorso di quattro o cinque portate, oppure affidarsi al Menu Principe Cerami, una degustazione in sei portate pensata per esprimere la visione dello chef.
Tra i piatti simbolo restano alcune creazioni che negli anni hanno contribuito a definire l’identità del ristorante, come Monte Etna, Come un quadro di Arcimboldo, il Maialino nero con pancetta dei Nebrodi, cime di rapa e limone interdonato e il dessert Bronte Tokyo, firmato dal pastry chef Vincenzo Abagnale.

L’offerta gastronomica del San Domenico Palace
Il Principe Cerami rappresenta l’esperienza fine dining del San Domenico Palace Taormina, ma l’hotel propone anche altri due ristoranti con identità differenti.
Rosso celebra la cucina italiana con piatti classici come cotoletta, risotto con gamberi e tiramisù, serviti sulla terrazza panoramica affacciata sul mare. Durante l’anno ospita anche appuntamenti speciali, tra cui il brunch di Pasqua.
Anciovi, a bordo piscina con vista sul mar Ionio, è invece dedicato al pescato del Mediterraneo e alla cucina all’aperto, in un’atmosfera più informale.
Un indirizzo storico dell’ospitalità mediterranea
Il San Domenico Palace Taormina è uno degli indirizzi più rappresentativi dell’ospitalità siciliana. Nato come convento domenicano nel XIV secolo, nel corso dei decenni è diventato una destinazione amata da viaggiatori internazionali, artisti e scrittori.
Oggi, sotto l’insegna Four Seasons, l’hotel continua a essere uno dei luoghi simbolo di Taormina.
All’interno di questo contesto, il Principe Cerami conferma il proprio ruolo tra i ristoranti più interessanti della scena gastronomica dell’isola, grazie a una cucina che unisce memoria, territorio e una visione contemporanea della tradizione siciliana.
