Nel cuore della Val Pusteria, la Val Casies conserva un’idea di montagna lontana dalla concentrazione dei grandi comprensori. È qui che l’Alpine Nature Hotel Stoll interpreta l’inverno attraverso sci nordico, architettura alpina, cucina del territorio e 1.200 metri quadrati dedicati al benessere. Un soggiorno che racconta quanto il lusso contemporaneo abbia sempre più a che fare con il tempo e con lo spazio.
Ci sono località alpine il cui nome è diventato sinonimo di piste, impianti, après-ski e una precisa ritualità della vacanza invernale. Poi esistono valli che sembrano aver seguito un percorso differente.
La Val Casies, laterale della Val Pusteria, è una di queste.
Il paesaggio conserva una struttura profondamente rurale: masi, boschi, prati e piccoli nuclei abitati accompagnano la valle fino a Santa Maddalena. I grandi comprensori di Plan de Corones e Tre Cime Dolomiti sono abbastanza vicini da poter essere raggiunti, ma abbastanza lontani da non determinare l’identità del luogo. Qui l’inverno appartiene soprattutto allo sci di fondo, alle camminate e a una frequentazione più lenta della montagna.
A Colle si trova l’Alpine Nature Hotel Stoll, quattro stelle superior gestito dalla famiglia Stoll. Un hotel che ha scelto di costruire la propria identità non in contrasto con questa geografia, ma a partire da essa.

Una valle, prima ancora di un hotel
È probabilmente questo il modo più corretto per leggere lo Stoll: cominciare da ciò che accade fuori.
La pista da fondo passa direttamente accanto alla struttura e si collega alla rete di Monguelfo, permettendo di partire dall’hotel e proseguire lungo oltre 40 chilometri di tracciati fino a Santa Maddalena. È lo stesso territorio della Gsieser Tal Lauf, la storica Gran Fondo della Val Casies, che ha contribuito a costruire il rapporto della valle con lo sci nordico.
Ma la neve qui non coincide necessariamente con lo sci.
Il sentiero dei masi e alcuni tratti dell’Almweg 2000 rimangono percorribili durante l’inverno, a piedi o con le ciaspole, attraversando boschi e raggiungendo malghe aperte anche nei mesi più freddi.
È una differenza importante. La montagna non viene proposta come una sequenza di attività da completare, ma come un territorio nel quale scegliere come trascorrere il proprio tempo.

Portare il paesaggio all’interno
Anche l’architettura dell’Alpine Nature Hotel Stoll nasce da questa relazione.
Legno locale, pietra e tessuti naturali definiscono gli interni, mentre le grandi superfici vetrate delle Alpine Nature Lodge e delle Wellness Suite aprono le camere verso il fondovalle. La pista da fondo entra così nel campo visivo dell’hotel e il paesaggio diventa una presenza costante, non semplicemente la vista da cercare affacciandosi alla finestra.
La tradizionale Stube in legno convive con gli ambienti più contemporanei del ristorante senza cercare di trasformare l’architettura alpina in una scenografia.
Ed è forse questa una delle questioni più interessanti dell’hotellerie di montagna contemporanea: come rinnovare il linguaggio alpino senza cancellarne l’identità.
Allo Stoll la risposta passa soprattutto dai materiali e dalle proporzioni, lasciando che sia il territorio a fornire buona parte del vocabolario.

La Val Casies arriva a tavola
Lo stesso principio continua nella cucina.
Molti dei prodotti stagionali utilizzati provengono dall’azienda agricola della famiglia e dai masi del fondovalle, mentre la selvaggina viene selezionata da cacciatori locali. Nel menu, preparazioni sudtirolesi come Schlutzkrapfen e Tirtlan convivono con piatti che introducono influenze mediterranee.
È una gastronomia che non ha bisogno di trasformare ogni ingrediente in una dichiarazione territoriale. La relazione con il luogo è già nella filiera, nella stagionalità e nella vicinanza di chi produce.
Anche questo appartiene a una nuova idea di ospitalità alpina: non utilizzare il territorio come tema, ma farlo entrare concretamente nell’esperienza.
Il benessere come cambio di temperatura
Poi c’è la spa, 1.200 metri quadrati nei quali l’inverno viene vissuto attraverso un altro dei suoi contrasti più elementari: quello tra freddo e calore.
All’esterno, una piscina salina riscaldata rimane aperta durante tutto l’anno. All’interno, la piscina panoramica introduce alla Sky-Spa e alla Zirm-Spa, con sauna, bio-sauna, sauna al cirmolo e bagno turco. Gli Aufguss accompagnano diversi momenti della giornata, mentre pino cembro ed erbe officinali riportano anche negli ambienti wellness profumi e materie della valle.
È interessante che proprio il wellness, spesso trasformato nell’hotellerie contemporanea in un’esperienza autonoma e spettacolare, qui trovi il proprio significato soprattutto nel rapporto con l’esterno.
L’acqua calda dopo il fondo. La sauna dopo una camminata. La piscina all’aperto mentre la valle è coperta di neve.
Il benessere non sostituisce la montagna. Ne diventa il contrappunto.

Il nuovo lusso alpino
Per molto tempo l’hotellerie di montagna ha raccontato il lusso attraverso l’eccezionalità: suite sempre più grandi, spa monumentali, servizi esclusivi, accesso privilegiato alle piste.
Quella grammatica non è scomparsa, ma accanto ne sta emergendo un’altra.
Spazio, silenzio, natura accessibile, qualità del sonno, una cucina legata a ciò che cresce intorno, la possibilità di uscire dall’hotel senza dover prendere un’auto. E soprattutto tempo non necessariamente organizzato.
L’Alpine Nature Hotel Stoll è interessante proprio quando viene osservato da questa prospettiva. Non perché rinunci al comfort, dalla spa alle suite, il livello dell’offerta rimane quello di un quattro stelle superior, ma perché il comfort non diventa l’unico argomento del soggiorno.
La destinazione rimane protagonista.
Ed è forse questo il privilegio della Val Casies: poter soggiornare in un hotel senza smettere di sentirsi dentro una valle.
Photocredit: Alpine Nature Hotel Stoll
